5 motivi per iscriversi all’ITS Logistica Puglia

Gli esami di maturità sono ormai alle porte per i giovani studenti che quest’anno concluderanno la loro esperienza scolastica! E dopo? L’ITS Logistica Puglia può essere una valida chance da prendere in considerazione per il proprio futuro. Sempre più giovani in Italia e in tutta Europa scelgono l’alta formazione professionalizzante erogata dagli Istituti Tecnici Superiori, e vi spieghiamo quelli che secondo noi sono i 5 punti forti che rendono la nostra offerta formativa molto interessante per un teenager di oggi.

 

1) Dura solo 2 anni
I supertecnici servono subito alle aziende, e sono loro stesse a formarli attraverso l’ITS Logistica Puglia con docenze curate da manager, imprenditori e professionisti della logistica. 2 anni ricchi di contenuti ed esperienze: con un monte orario di 1800 ore complessive scandite in 6 semestri – e un buon 40% d’esse impiegato in attività di stage in azienda – la nostra offerta formativa si plasma sulla risoluzione pratica di casi di studio concreti.
Imparare divertendosi non è utopia: con noi è realtà.

2) Dà un lavoro sicuro
Oltre l’80% dei diplomati ITS in tutta Italia trova lavoro entro un anno dal conseguimento del titolo. Di questa percentuale, l’ulteriore 90% ha un’occupazione coerente col percorso di studi ITS appena concluso. Questi dati così alti sono stati elaborati dalla piattaforma Indire del Miur, e secondo quelle che sono le esigenze occupazionali del mercato del lavoro nei prossimi anni, tendono soltanto a crescere positivamente.

3) Regala orizzonti vicini e lontani
Gli stage ai quali si è fatto riferimento nel primo punto, possono riguardare sia aziende italiane che aziende europee. Con la possibilità per i nostri corsisti di partecipare al programma Erasmus+, e con i tanti progetti e partenariati europei, ITS Logistica Puglia fornisce l’occasione adatta per misurarsi col mercato del lavoro dal punto di vista sia locale che globale, favorendo sempre l’accurato studio delle lingue straniere e il confronto con altre culture.

4) Esprime un’idea di futuro: la logistica
E-commerce, reverse logistics, artificial intelligence, blockchain, supplychain: parole apparentemente complesse che definiscono i contorni del mondo nel quale viviamo oggi. Il termine “logistica” si riferisce, dal punto di vista commerciale, a tutte quelle operazioni e a tutti quegli apparati predisposti affinché la movimentazione delle merci sia economica, ecologica e veloce. ITS Logistica Puglia si occupa di formare non la manovalanza, ma le menti in grado di architettare, seguire e controllare i processi logistici più convenienti alle aziende di settore, in favore di un mondo sempre più connesso e pronto a vincere le nuove sfide dello sviluppo tecnologico.

5) Non ci sono tasse d’iscrizione
Studiare con noi? Non ha prezzo. Nessun costo di iscrizione e nessuna spesa “a sorpresa”. Per incentivare gli studenti pendolari, rimborsiamo anche le spese di trasporto pubblico.
Questa convenienza dal punto di vista economico è possibile perché gli ITS nascono in forma di fondazione, e il nostro è finanziato oltre che dal Miur anche dalla Regione Puglia.

 

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3 motivi per i quali la logistica è il futuro del mondo

1) Per ridurre i costi a carico delle imprese

Per mobilitare le merci da un lato all’altro del mondo non sono sufficienti un bel francobollo e una buona grafia sulla busta da lettera, e per movimentare le persone negli spazi globali non basta un biglietto aereo a prezzi vantaggiosi: serve, ad esempio, studiare nel dettaglio
a) Costi di vettura e/o carburante
b) Tasse e pedaggi
c) Distanze da coprire
d) Frequenza degli spostamenti
e) Qualità e quantità delle merci o quantità di passeggeri
Soltanto attraverso l’organizzazione delle migliori tecniche logistiche si potrà raggiungere l’obiettivo finale di ridurre i costi a carico delle imprese, velocizzare le spedizioni e rendere il mercato un posto più sicuro attraverso la blockchain.

 
2) Per aumentare la soddisfazione del cliente finale
Attraverso una corretta gestione della logistica integrata (come spiegato al primo punto) al cliente finale sarà reso un servizio migliore oltre che nei tempi e nei costi, anche nella qualità dei beni venduti e dei servizi erogati. Le aziende – di conseguenza – potranno contare su maggiori profitti anche attraverso la fidelizzazione del consumatore.

 

3) Per l’abbattimento dell’inquinamento
Una logistica che non rispetta l’ambiente finirebbe con il contraddire se stessa! La logistica 4.0, infatti, in piena armonia con quelli che sono gli scopi dell’”Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile” dell’ONU, deve tenere conto anche delle emissioni dei mezzi che utilizza per la movimentazione di merci e persone, preferendo soluzioni a basso impatto ambientale nell’ottica di un’imprescindibile intermodalità sostenibile, e gestendo correttamente anche la reverse logistics. Quest’ultimo ramo della logistica è quello implementato dal momento in cui il prodotto ha esaurito la sua funzione originaria, volendone trarre nuovo valore o differente uso. Allungare il ciclo di vita di un prodotto, quindi, significa non produrre rifiuti o comunque produrne molti di meno sul lungo periodo, e riciclando le materie in tutti i casi possibili.

 

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Erasmus+, lavoro al top con le “soft skills”

Non è solo una leggenda metropolitana: partecipare a programmi di studio e tirocinio all’estero, come abbiamo già detto in questo articolo, è una garanzia occupazionale. Secondo lo “Studio di impatto sul programma Erasmus+ per l’alta formazione”, l’80% circa dei laureati che partono per l’Erasmus+ trova un lavoro entro tre mesi.
Come precisa “Il Sole 24 ore” online del 28 maggio 2019, le soft skills si rivelano sempre più importanti nella ricerca di una prima occupazione da parte dei giovani di oggi. Ma cosa significa soft skills? Si tratta di tutte quelle abilità sviluppate dalla persona in ambito relazionale e comunicativo, come ad esempio saper lavorare in team. I reduci di Erasmus+ intervistati si sentono migliorati nelle soft skills digitali (51%), imprenditoriali (69%), di problem solving (76%), del pensiero critico (79%), delle lingue straniere (88%), e di capacità relazionali, spirito di adattamento e conoscenza del paese ospitante (91%).
Ciò fa comprendere come ad un’azienda di oggi interessi non soltanto poter assumere un giovane con le hard skills (ovvero le competenze “tradizionali”, acquisite dai percorsi scolastici, tecnici e universitari), ma anche un secondo – ma non per importanza – ordine di valori, riassumibile in un concetto: quello di appartenenza al mondo.
Per quanto riguarda l’occupazione, è da tenere presente il dato del 28% relativo al biennio 2016-2017, che indica la percentuale di casi in cui i partecipanti al programma Erasmus+ hanno trovato un impiego in un Paese diverso da quello di origine.
E se questi dati non bastassero da soli a spiegare l’effetto Erasmus+ sulle nuove generazioni, si pensi allora all’accrescimento dell’identità comunitaria che avviene a seguito di esperienze come questa.
Noi di ITS Logistica Puglia, da sempre attenti al respiro internazionale dell’alta formazione offerta, vedremo a breve il nostro primo blocco di corsisti recarsi all’estero per vivere l’Erasmus+ tirocinio, all’insegna di una logistica globale che accende in noi il desiderio di distanze sempre più corte. Così, i protagonisti di questi passi da gigante saranno proprio loro: i nostri futuri diplomati.

Logistica sostenibile: noi siamo con le imprese

«Il nostro contributo è sulla rete d’imprese, e da sempre crediamo nella loro importanza. Siamo tra i primi ITS ad aver aderito ad Alis per offrire capitale umano su misura»: così ha risposto fieramente il Presidente della fondazione ITS Logistica Puglia, Silvio Busico, intervistato ai microfoni dell’Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile in occasione dell’evento dello scorso 20 maggio “Mobilità ad impatto zero: il futuro è green”, a Villa Borghese (RM).
Busico ha proseguito sottolineando la fondamentale importanza di una collaborazione da parte delle imprese per quelle che sono le competenze necessarie ai fini di una spinta sull’acceleratore per lo sviluppo della logistica. Come? Lasciando la parola ai manager, gli unici che possono portare fra i banchi degli ITS le esperienze dirette dal mondo del lavoro. Ma questa formula d’insegnamento si traduce in uno scambio più che equo: d’altro canto, infatti, l’offerta di capitale umano alla quale fa riferimento Busico, si sostanzia nello scopo primo degli istituti tecnici superiori, cioè quello di far incontrare domanda e offerta di lavoro, permettendo alle imprese di formare direttamente il personale del quale necessitano e che poi assumeranno.

È, infine, da ricordare il grande impegno dell’ITS Logistica Puglia sul piano della logistica sostenibile. Grazie un continuo lavoro nell’ambito della progettazione comunitaria, non mancano sinergie con realtà formative ed imprenditoriali di Paesi vicini, come nel caso del Progetto Ports.
All’incontro promosso da Alis presenti anche i corsisti del nostro ITS, che hanno vissuto un’importante occasione formativa potendo incontrare dal vivo alcune tra le più note imprese della logistica.

Lo sviluppo del futuro parte dalle aziende di oggi

Sostenibilità ambientale e innovazione: sono queste le parole d’ordine sulle quali poggia l’offerta di ITS Logistica Puglia, e con queste parole vogliamo disegnare i contorni della finestra attraverso la quale guardare con fiducia agli orizzonti del futuro.
Se da un lato i dati della disoccupazione giovanile pubblicati lo scorso marzo da Eurostat con il loro tasso del 30,2% mostrano una ferita aperta del Paese, dall’altro lato c’è uno spazio di opportunità creato dal 33% delle professionalità oggi irreperibili. Questo mismatch è la frattura nella quale si inseriscono i percorsi ITS, formando i supertecnici necessari a poter ricoprire i 500mila posti di lavoro offerti dalle imprese in materie c.d. “STEM”. L’acronimo appena menzionato significa “Science, Technology, Engineering, Mathematics” e indica le discipline utili a formare i professionisti del futuro.
In particolare, per quanto riguarda la logistica, le insufficienze di questo campo costano attualmente 35 miliardi l’anno, ben il 2% del PIL! Una cifra astronomica, certo, ma di sicuro insignificante rispetto agli 1,5 trilioni di dollari di opportunità che il World Economic Forum stima per gli operatori del settore fino al 2025. Così la logistica diviene il primo imperativo dell’innovazione, davanti a sfide come quelle che riguardano big data, internet of things e piattaforme digitali, guida autonoma e droni, infrastrutture condivise ed economia circolare.
Noi di ITS Logistica Puglia siamo perfettamente coscienti di tutte queste sfide, e proprio per questo motivo non solo formiamo i tecnici superiori del domani, ma supportiamo gratuitamente già da oggi le aziende partner a ricalibrare le competenze dei collaboratori già assunti. Come? Grazie alla formazione continua aziendale, e nella convinzione di percorrere una strada maestra in grado di condurre a una mobilità realmente green e sostenibile, producendo quei 2,5 trilioni di dollari in benefici sociali stimati dal già citato WEF.

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Il 90% dei diplomati ITS ha un lavoro «coerente»

Questa l’incredibile percentuale rimbalzata su “Il Sole 24 Ore” di oggi, 13 maggio. Il monitoraggio 2019 targato Miur-Indire parla chiaro: l’80% dei diplomati ITS trova lavoro entro un anno dal conseguimento del titolo, ed ha un impiego che – nel 90% dei casi – risulta perfettamente coerente con il percorso di studio svolto sia in aula che sul campo. Un dato non solo confortante, ma anche incredibilmente in antitesi a quello negativo della disoccupazione giovanile in Italia, attualmente al tasso del 30,2% e con alle spalle soltanto Spagna e Grecia.
I fattori di successo degli ITS sono due: il collegamento di questi ai reali e contingenti bisogni delle imprese, e la capacità di formare lavoratori con in mano un “mestiere”. Un fenomeno normale (nonché necessario) se si pensa al mondo vissuto dalle generazioni nate fino agli anni ’50 e ’60: un’Italia dove si andava “a bottega” e dove si potevano acquisire competenze professionali dal proprio mastro. D’altro canto, con l’avvento delle nuove tecnologie e con la terza rivoluzione industriale, la formazione universitaria ha contribuito a numerose scoperte scientifiche ed invenzioni tecnologiche, ma scostandosi incredibilmente dalle esigenze delle aziende ancora improntate su skills squisitamente pratiche.
Tornando ai giorni nostri, il numero dei diplomati ITS è in media di 2600 persone l’anno. Si calcola che ne servirebbero, come riferisce il vice presidente di Confindustria per il Capitale umano, Gianni Brugnoli, ben 20mila per poter rispondere all’emergenza di competenze che ci sarà nel 2020: un mismatch allarmante se si pensa alle esigenze dell’Industria 4.0.
Le semplificazioni burocratiche e normative che vedranno gli ITS nei prossimi anni, anche in forza delle annunciate intenzioni del Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, accompagnate ai grandi finanziamenti sbloccati (50 milioni dalle Regioni e 32 milioni dallo Stato), sosterranno i 139 percorsi ITS già attivi sul territorio italiano.
Per concludere, è bene ricordare i dati che riguardano la quotidianità vissuta dai corsisti degli ITS: in media il 70% dei docenti proviene dal mondo del lavoro, e il 42% delle ore di lezione totali è svolto in azienda. Il 40% dei partner degli ITS sono imprenditori che assumono i supertecnici formati da loro stessi, con conoscenze e capacità che risultano perfettamente modellate sugli interessi della singola azienda.

La logistica delle uova di Pasqua

Qualcuno pensa che le golosità non abbiano a che fare con la logistica? Non è esattamente così, o per essere più precisi è forse il caso di dire che un bravo pasticcere se vuole vendere le sue uova di Pasqua, deve avere anche una certa organizzazione sistematica nella produzione e nella distribuzione. Un flusso informativo ben funzionante che parte dalla progettazione, passa per l’industria, e termina con la grande distribuzione organizzata (GDO).

Nel breve video-documentario che abbiamo deciso di sottoporre all’attenzione dei nostri lettori, si focalizza l’attenzione sulla parte di intralogistica relativa alla produzione e all’imballaggio delle tanto amate leccornie pasquali. Senza il bisogno di dover entrare nel dettaglio dell’arte pasticcera, e quindi sorvolando sulla sapiente scelta degli ingredienti, i passaggi chiave della logistica che possono desumersi sono i seguenti:

 

  • Arrivo delle materie prime e stoccaggio in magazzino
  • Trasformazione delle materie prime e creazione delle uova
  • incartamento delle singole uova
  • controllo qualità
  • inscatolamento
  • imballaggio
  • spedizione presso i clienti

Un grande esempio della quotidianità che spiega quanto sia indispensabile una buona logistica nei processi produttivi contemporanei, soprattutto quando si tratta di un’azienda come quella qui presentata, ovvero la quasi centenaria Cadbury, leader nel settore in Gran Bretagna, dove produce più del 50% delle uova di Pasqua che gli inglesi consumano annualmente (oltre 45 milioni di unità).

Ecco i 5 motivi per innamorarsi dell’Erasmus+

La Commissione Europea ha ufficialmente assegnato all’ITS Logistica Puglia l’”Erasmus Charter for Higher Education (ECHE)” che permette ai corsisti dell’Istituto di partecipare a iniziative di studio e tirocinio all’estero. Da ieri e fino al 30 aprile i nostri studenti potranno proporre la loro candidatura seguendo le istruzioni presenti nel bando (clicca qui per i dettagli). Il nostro ITS crede fortemente nell’approfondimento delle competenze in sede internazionale, ed uno dei nostri valori è proprio quello che amiamo definire “futuro in movimento”. Per questo abbiamo deciso di condividere con voi quelli che secondo noi sono i 5 motivi per i quali un’esperienza Erasmus+, oggi, è a dir poco indispensabile alla formazione di un professionista di alto livello.

 
1) Per imparare una nuova lingua
Trovare il lavoro in prossimità della propria dimora può avere anche i suoi risvolti positivi, ma nel mondo ad alta velocità che ci circonda, spesso, per poter ambire all’occupazione dei nostri sogni, dobbiamo guardare oltre i confini nazionali. La fortuna delle generazioni di oggi è quella di potersi rapportare a dei confini più labili di quelli tradizionalmente segnati sulle mappe geografiche. L’Unione Europea è quel bacino di cultura, tecnologia e civiltà al quale dovrà rapportarsi un giovane d’oggi, e per farlo avrà bisogno di conoscere almeno una lingua straniera. Questa necessità è naturalmente soddisfatta dal programma Erasmus+, che nasce proprio per attuare lo slogan europeo “Uniti nella diversità”.

 

2) Per apprezzare le differenze culturali
A proposito di diversità… Una tappa fondamentale della crescita di un individuo è quella di confrontarsi con ciò che è difforme dai suoi schemi culturali e mentali. Un’esperienza di studio-tirocinio all’estero può essere l’occasione ideale per imparare ad apprezzare l’Altro. Che si tratti di differenze religiose, alimentari, normative, poco importa: per vivere nel rispetto del prossimo e di se stessi, non si deve mai smettere di imparare da chi ci è accanto. Un’elasticità mentale che risulta senz’altro un requisito necessario per poter svolgere gran parte delle professioni odierne.

 

3) Per scoprire se stessi
“L’unica regola del viaggio è: non tornare come sei partito. Torna diverso” scriveva Anne Carson, rivelando un’importante verità: abbandonare le proprie radici, anche per un periodo circoscritto della vita, aiuta a scoprire delle risorse interiori prima ignote. Soprattutto quando si è giovani imparare a cavarsela da soli lontano da casa, saper risolvere i problemi della quotidianità, arricchire se stessi con le proprie forze, sono tutti elementi fondanti di una personalità indipendente e responsabile. Per far ciò non v’è via migliore dell’Erasmus+: studiare, lavorare e crescere. E tutto grazie a una borsa di studio!

 

4) Per dimezzare il rischio disoccupazione
“Secondo dati della Commissione europea, il tasso di disoccupazione a lungo termine degli ex allievi Erasmus si ferma al 2%, equivalente alla metà esatta di quello registrato fra gli studenti che non hanno partecipato al programma (4%). […] Oltre all’assunzione in sé, gli ex Erasmus possono ambire a scatti di carriera in tempi più rapidi rispetto alla concorrenza. Sempre secondo i numeri della Commissione europea, la quota di partecipanti al programma in posizioni di management è pari al 64%, contro il 55% di media. La differenza raggiunge picchi più notevoli nel caso dell’Est Europa, dove un laureato con un periodo all’estero in curriculum ha il 73% delle probabilità in più di arrivare a posizioni dirigenziali. I fattori che rendono interessante uno studente “mobile” vanno da attitudini più generiche come la «apertura mentale» a competenze solide in chiave lavorativa, come la conoscenza del tessuto economico di un certo paese o la capacità di destreggiarsi su lingue straniere diverse dall’inglese.” Non c’è molto da aggiungere a questo stralcio di un articolo pubblicato su “Il Sole 24 Ore” online da Alberto Magnani il 20 ottobre 2017. L’Erasmus+ fa bene al curriculum vitae.

 

5) Perché la logistica è internazionale
La logistica, materia sulla quale posano le fondamenta del nostro Istituto Tecnico Superiore, è una disciplina che non esisterebbe neppure così come la intendiamo oggi se non le permettessimo di varcare i confini nazionali. Se da un lato all’origine della logistica dal punto di vista storico si ravvedono quasi esclusivamente fini bellici, la logistica come implementazione di tecnologie applicate allo scambio di merci ed al trasporto di persone è quella odierna, in grado di influire ineluttabilmente sulla qualità della vita di un Paese. La globalizzazione richiede una logistica di tipo ultra-avanzato che copra l’intero pianeta, a meno che non si vogliano prendere come modello le economie pianificate secondo le quali uno Stato può bastare a se stesso (ma così non è). Ed è proprio varcando i confini nazionali che noi dell’ITS Logistica Puglia, con l’Erasmus+ vogliamo contribuire alla formazione dei nostri corsisti, donandogli la possibilità di librare nella conoscenza grazie a stage formativi in aziende della logistica anche diverse da quelle italiane.

Disoccupazione? La ricetta per trovare lavoro c’è già

“Per i super-tecnici il lavoro arriva subito dopo il diploma”, così titola “Il Sole 24 Ore” del 10 aprile 2019 con un articolo di Claudio Tucci, volto a sottolineare la garanzia di occupazione assicurata ai corsisti degli Istituti Tecnici Superiori. Ma perché questi ragazzi diplomati presso gli ITS trovano lavoro così facilmente? Perché oltre l’80% di loro (con picchi sopra il 90%) viene assunto all’indomani del conseguimento del titolo di Tecnico Superiore? Sono tutti raccomandati? Sono tutti dei geni? O hanno dovuto sborsare migliaia di euro per la loro formazione-assunzione?
Niente di tutto questo! Dopo aver frequentato l’Istituto Tecnico Superiore si trova subito lavoro perché i programmi di studio e i corsi vengono costruiti sulla base delle reali esigenze delle imprese associate alle fondazioni ITS stesse. Noi di ITS Logistica Puglia lo sappiamo bene, poiché abbiamo sperimentato insieme ai nostri corsisti la grande efficienza dei servizi che eroghiamo per l’alta formazione tecnica, con dei feedback sul placement in linea con la vocazione del nostro territorio e senza far sborsare un centesimo ai nostri iscritti. Com’è possibile la gratuità? Semplice! Gli ITS nascono per ragioni di economia nazionale, quindi sono finanziate da Governo e Regioni. Se in Italia se ne parla da poco tempo è perché tali enti sono stati istituiti sul nostro territorio nazionale da soli 11 anni, aspirando a quelle realtà virtuose come Francia, Germania, Spagna e Regno Unito dove i dati relativi agli ITS raggiungono cifre esorbitanti sia per numero di fondazioni ed i scritti che per posti di lavoro creati ad hoc.
L’Italia di domani, quindi, dovrà vincere la sfida della crisi economica e delle imprese che chiudono i battenti, fornendo loro la possibilità di crescere attraverso l’alta formazione dei propri futuri dipendenti tramite i percorsi ITS. Il Paese ha bisogno di più di mezzo milione di tecnici specializzati (fonte Indire), e la strada giusta da seguire sembra proprio questa.

Che farai dopo il diploma?

Questa è la domanda che viene posta a te e ai tuoi compagni di classe nella primavera che precede gli esami di maturità; una domanda piena di speranza ma anche sommersa da incertezze. Il bambino che è ancora in te vorrebbe poter rispondere “l’astronauta”, “il calciatore” o “la principessa”, ma l’adulto che inizi a diventare fa i conti con la realtà sperando di riuscire a trovare un posto di lavoro in questo mondo così complicato. Niente panico: l’ansia da separazione è un fatto normale, e la paura del “vuoto” che c’è dopo il diploma la giustifica alla grande.
In questo articolo vogliamo aiutarti a conoscere una nuova realtà formativa che sta riscuotendo grandi risultati in termini occupazionali, ovvero l’Istituto Tecnico Superiore per la Logistica presente in Puglia a Bari, Brindisi, Foggia e Taranto. Un importante percorso di studio che in soli due anni è in grado di formare tecnici altamente specializzati garantendo l’occupazione di oltre l’80% dei nostri studenti.

 

Che lavoro farò dopo l’ITS Logistica Puglia?

Dopo aver conseguito il Diploma di Tecnico Superiore (con la certificazione delle competenze corrispondenti al V livello del Quadro europeo delle qualifiche – EQF), avrai una delle seguenti qualifiche professionali:
Logistics analyst: opera in aziende di produzione, industriali e commerciali, o in aziende di trasporto e di servizi logistici, sia nazionali che internazionali. Si occupa di gestire il flusso fisico e informativo delle merci in entrata e in uscita.
Tecnico superiore della logistica integrata: opera in aziende di produzione, industriali e commerciali, o in aziende di trasporto e di servizi logistici, sia nazionali che internazionali dove gestisce gli elementi principali della catena logistica integrata e i relativi standard di performance tecnica.
Tecnico superiore del trasporto intermodale: opera come lavoratore dipendente all’interno di aziende di trasporto e spedizioni nazionali e internazionali. Può trovare occupazione in qualità di specialista junior, anche all’interno di società di consulenza che razionalizzano e ottimizzano i processi integrati di trasporto.
Tecnico superiore per la gestione delle infrastrutture logistiche nei porti turistici: trova occupazione nell’ambito dei porti turistici, all’interno dei quali supporta l’organizzazione e il coordinamento di tutte le attività e i servizi di logistica.

 

Come funzionano le lezioni?

Ogni corso dura 2 anni divisi in 4 semestri, ovvero 1800 ore tra aula, stage e tirocini. Almeno il 40% del monte orario viene impiegato in azienda in Italia o all’estero, e oltre il 50% del personale docente è composto da professionisti provenienti dal mondo del lavoro.

 

Quanto costa studiare all’ITS Logistica Puglia?

Zero euro. Gli ITS sono nati per esigenze di economia nazionale, per questo i nostri corsisti non pagano alcuna tassa d’iscrizione né di frequenza.

 

Se hai bisogno di farci qualche domanda puoi contattarci quando vuoi sulla pagina Facebook ITS Logistica Puglia con un messaggio privato. Ti risponderemo nel più breve tempo possibile!

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