La Logistica Sostenibile per la Giornata Mondiale del Clima

Emissioni di CO2 e plastica da imballaggio: sono queste alcune fra le principali fonti d’inquinamento della logistica, ma qualcosa sta cambiando ed è impossibile far finta di niente.

Sono sempre più incisive le politiche europee in materia ambientale, soprattutto per quanto riguarda i trasporti, e non mancano le start up che stanno creando i prototipi di attività commerciali plastic free. Noi di ITS Logistica Puglia, inserendoci nell’area della Mobilità Sostenibile, siamo tutt’altro che indifferenti all’odierna “Giornata Mondiale del Clima” nella quale milioni di persone in tutto il mondo stanno scendendo in piazza per chiedere a gran voce un miglioramento della qualità dell’ambiente. Insieme ai nostri studenti e grazie ai professionisti della nostra rete d’imprese logistiche, studiamo quotidianamente le soluzioni migliori per ridurre l’impatto ambientale della catena logistica al fine di evolvere un mercato necessario all’economia mondiale e, soprattutto, alla sopravvivenza umana. Si possono così dividere le aree della logistica all’interno delle quali si sta già lavorando per ridurre l’inquinamento.

 

 

MAGAZZINI

Una catena logistica sostenibile inizia proprio dall’intralogistica, ponendo particolare attenzione a:

  • Illuminazione a led al posto di quella tradizionale
  • Miglior isolamento termico di porte e finestre
  • Batterie al litio al posto di quelle composte da piombo acido 

 

IMBALLAGGI

Se l’immagine evocativa dell’Isola di Plastica nel Pacifico non basta a convincerci, potrebbe essere un buon esperimento fare attenzione a quanta carta e quanta plastica buttiamo nel bidone dell’immondizia dopo aver fatto la spesa. Ad ogni modo gli imballaggi devono essere:

  • Adeguati al prodotto che si vende nella quantità di materiale utilizzato
  • 100% riciclabili e possibilmente composti interamente da fibre biodegradabili 

 

TRASPORTI

Premettendo che una buona intermodalità compete già di suo ad abbassare l’impatto ambientale, è necessario ricordare che anche se molti trasporti di merci e persone continueranno ad avvenire su gomma, i motori non saranno più gli stessi, o meglio, cambieranno i combustibili. Gli attuali apparati funzionanti a diesel e a benzina saranno sostituiti da combustibili più “puliti” come:

  • Gas naturale liquido
  • Metano
  • Elettrico
  • Olio Vegetale Idrotrattato
  • Biodiesel
  • Bioetanolo
  • Bioidrogeno 

 

COLLABORAZIONE

Sfruttare al meglio gli spazi dei mezzi di trasporto merci significa movimentarne meno, quindi, risparmiare sia in termini economici che ambientali. Ad esempio con:

  • Truck Sharing (condivisione di camion pagati pro quota a seconda di quante pedane occupi all’interno del mezzo lo stesso cliente)
  • Backhauling (utilizzo del camion da parte dell’operatore logistico del retail, affinché esso non torni alla base compiendo un viaggio “a vuoto”) 

 

Sul punto è necessario ricordare che in questo periodo storico si sta passando dall’ottica della green economy a quella della blue economy: se la prima vuole ridurre l’impatto ambientale, la seconda vuole eliminarlo del tutto. Come? Costruendo dei modelli industriali (quindi anche logistici) in grado di emulare i sistemi naturali o sfruttarli virtuosamente secondo le loro attitudini originarie.

ITS Logistica Puglia sta formando i futuri autori dell’inversione di marcia sul cambiamento climatico, e lo fa in un’ottica di grandi offerte di lavoro provenienti dal mondo della logistica per quanto riguarda l’impellente necessità di nuovi supertecnici rispondenti ai nuovi modelli energetici di sviluppo sostenibile.


 

Ecco perché con gli ITS “6 nel futuro”

“6” come gli ITS presenti in Puglia, ma anche come imperativo di futuro per i giovani studenti che stanno per concludere le scuole superiori: è questo il messaggio lanciato da “Sistema ITS Puglia”, rete formata dagli istituti tecnici superiori pugliesi per lavorare sinergicamente al fine di ampliare la campagna d’informazione sull’istruzione terziaria professionalizzante.
Così gli ITS pugliesi sparsi fra le province dei cinque capoluoghi e operanti nei settori di Efficienza Energetica, Nuove Tecnologie per il Made in Italy, Mobilità Sostenibile e Tecnologie Innovative per i Beni e le Attività Culturali, gettano le basi per un duplice futuro: quello dei giovani pugliesi e quello delle aziende ed i professionisti del territorio. L’idea di crescita collettiva promossa dalla formula degli ITS – incarnata nella stretta collaborazione fra enti pubblici, imprese e professionisti – si atteggia ad esempio virtuoso di attuazione della multi-level governance di piena ispirazione europea.
Il concetto di “futuro”, nell’ambito degli ITS, assume particolare rilievo in quanto le aree di lavoro menzionate (insieme ad altre), sono state individuate come necessarie e funzionali per il corretto sviluppo dell’economia del Paese con il DPCM 25 gennaio 2008 – “Linee guida per la riorganizzazione del Sistema di istruzione e formazione tecnica superiore e la costituzione degli istituti tecnici superiori”.
Con un placement nazionale di più dell’80% dei già diplomati presso gli ITS, l’idea di futuro diventa un fatto tangibile: risolvere il mismatch fra domanda e offerta fornendo alle aziende giovani lavoratori altamente specializzati è la linea da seguire per ricostruire l’economia nazionale nel periodo post-crisi.

Sistema ITS Puglia, tutti gli eventi

È tutto pronto per il tour on the road della rete degli Istituti Tecnici Superiori Pugliesi “Sistema ITS Puglia”, che con tutte le tappe previste lungo l’intero tacco dello Stivale si appresta a comunicare a scuole e docenti, aziende e imprenditori, studenti e famiglie le grandi opportunità fornite dal rivoluzionario modello di formazione offerto dagli ITS.
L’attività di informazione promossa dalla rete si dividerà in due blocchi: nel primo gli incontri inizieranno alle 9.00 con le scuole (dirigenti e docenti) e riprenderanno alle 15.00 con le aziende, mentre nel secondo inizieranno alle 9.00 e per l’intera giornata saranno dedicati sia agli studenti delle quinte classi che alle rispettive famiglie.

Eventi del primo blocco (in blu e arancione):
8 marzo – Barletta – Future Center BAT
12 marzo – Lecce – Officine Cantelmo
14 marzo – Francavilla Fontana (BR) – Castello degli Imperiali
18 marzo – Foggia – Cineporto
19 marzo – Taranto – Chiesetta Ex Caserma Rossarol
21 marzo – Bari – Sala Consiliare Città Metropolitana (prima parte), Confindustria Bari-Bat (seconda parte)

Eventi del secondo blocco (in verde):
27 marzo – Foggia – Auditorium Camera di Commercio
28 marzo – Andria – I.I.S.S. Ettore Carafa
3 aprile – Brindisi – Cittadella della Ricerca
4 aprile – Lecce – Officine Cantelmo
10 aprile – Taranto – Chiesetta ex Caserma Rossarol
11 aprile – Bari – Showville

 

Per restare aggiornati: Sistema ITS Puglia

Regione Puglia e Miur lanciano il “Sistema ITS Puglia”

Inizia in questi giorni la maxi campagna di orientamento offerta dagli Istituti Tecnici Superiori pugliesi, che realizzando un programma di attività comune con la neocostituita rete “Sistema ITS Puglia” hanno deciso di rivolgersi a scuole e docenti, aziende e imprenditori, studenti e famiglie. Attraverso un percorso biennale di formazione post diploma parallelo a quello delle Università, gli ITS si inseriscono virtuosamente nel campo dell’alta specializzazione tecnica, prevedendo 4 semestri di studio con il 30% delle ore totali da svolgersi in attività di stage sul campo, ed il 50% dei docenti provenienti dal mondo del lavoro.
“La Regione Puglia continua a investire in questa straordinaria opportunità formativa altamente professionalizzante, rappresentata dalle sei fondazioni ITS in Puglia. Oggi abbiamo presentato il fitto programma di attività che nei prossimi mesi attraverseranno tutto il territorio regionale per permettere di conoscere meglio il mondo degli ITS. Un’attività di potenziamento, realizzata in sinergia con il MIUR, che parte proprio dalla costruzione di una rete, il Sistema ITS Puglia.” Queste le parole dell’Assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Puglia, Sebastiano Leo, che ha presentato il piano di eventi del Sistema ITS Puglia insieme ai presidenti delle sei fondazioni pugliesi e al Direttore dell’USR Puglia, Anna Cammalleri, che parla degli ITS come di una “scommessa vinta”, e prosegue: “I dati nazionali sull’occupazione post diploma tecnico rilevati dall’INDIRE ci restituiscono un dato incoraggiante: 2 studenti su 3 (più dell’80%) sono occupati a un anno dal conseguimento del titolo di studi. Gli ITS non sono istituzioni astratte ma si fondano sulla vocazione del territorio e nascono per rispondere alle sue esigenze, restituendo figure professionali di cui il mercato necessita.”

Niente paura per l’intelligenza artificiale

<< Il primo passo è capire che cos’è l’intelligenza artificiale. Il secondo, come può essere sfruttata per risolvere i problemi. >> Così Teemu Roos, docente d’informatica dell’università di Helsinki, che su “la Repubblica Lab” di ieri (13 febbraio 2019) ha rilasciato un’intervista firmata da Rosita Rijtano nella quale cerca di rendere più accessibile a chiunque il concetto di intelligenza artificiale. Ai suoi studenti lo spiega con un piccolo gioco: << Ci sono un robot, una volpe, una gallina e del mangime. Compito del robot è far attraversare a tutti un fiume usando una barca che può trasportare un passeggero alla volta, senza lasciare la gallina da sola sulla riva con il mangime o con la volpe. Un grattacapo che sembra richiedere un ragionamento, ma dimostro come può diventare un compito risolvibile anche scrivendo un programma informatico. Basta procedere con ordine e stilare una lista di tutte le soluzioni. L’intelligenza artificiale non è altro che l’automazione del pensiero razionale. >>
Per quanto riguarda l’alea di mistero che attornia tutt’ora l’intelligenza artificiale, secondo Roos << Avrà un impatto su ogni aspetto della nostra vita e non possiamo lasciare che venga compresa solo da poche persone e siano loro a prendere ogni decisione. Ne va del futuro della democrazia. Ma chi pensa a una possibile rivolta dei robot ha frainteso. >> E prosegue: << Si deve demistificare l’intelligenza artificiale. Bisogna imparare a pensarla non come qualcosa di misterioso o di magico, né tanto meno con una propria coscienza. Processa, semplicemente, le informazioni come qualsiasi altro modello statistico e matematico >>
Se qualcuno dovesse pensare ad un crollo del mercato del lavoro, sarebbe fuori strada: << Studi recenti parlano di meno del dieci percento di posizioni a rischio. Nessuno, inoltre, può sapere quante nuove professionalità creerà l’intelligenza artificiale. >> Ma qualche indizio c’è già: ne è un esempio lampante la grande richiesta di tecnici superiori da parte delle grandi company già affrancate dai vecchi modelli industriali, che cavalcando la cresta dell’Industria 4.0 aprono nuove posizioni alla ricerca di personale capace di gestire i nuovi processi produttivi automatizzati. Gli ITS, quindi, nel quadro di un mondo sempre più robotizzato, formano i tecnici di domani individuando insieme alle aziende di oggi le esigenze reali dei fattori produttivi e del capitale umano.

ITS, stanziati 55 milioni. Vince la mobilità sostenibile

In un’Italia dove appena il 20% dei giovani riesce a conseguire una laurea, e in un’Europa dove le competenze tecniche sono sempre più richieste, gli ITS diventano l’asso nella manica di un sistema Italia che ha bisogno di una scossa nel campo dell’istruzione professionalizzante. La spesa pubblica, infatti, sembra essere orientata al finanziamento dei 101 Istituti Tecnici Superiori spalmati sul territorio italiano: 10 milioni di euro per lo scorso anno, con ragionevoli aumenti per il 2019 (+ 20 milioni) e per il 2020 (+35 milioni), per un totale di 55 milioni in arrivo.
Ma la vera domanda è: saranno questi investimenti a portare gli ITS italiani al livello di quelli francesi o tedeschi? Al netto delle differenze culturali (neanche poi così pesanti) e demografiche dei tre Paesi, il dato degli iscritti appare eclatante: 880mila in Germania, 240mila in Francia, appena 12mila in Italia, con una domanda altissima di tecnici superiori anche da parte delle aziende del Belpaese (82,5% di assunzioni entro un anno dal conseguimento del diploma presso ITS; fonte Indire, Miur). Sfiducia verso l’apparato statale, inconsapevolezza dei giovani al termine degli studi scolastici, o “mito della laurea”? Saranno i prossimi due anni a fornire risposte ad un quesito che, a priori, porta con sé la sicurezza di un posto di lavoro orientato all’Industria 4.0, unica occasione che ha l’Italia di oggi per poter vivere un nuovo boom economico.
La notizia più confortante per noi di ITS Logistica Puglia è questa: una delle due aree nelle quali l’incontro tra domanda e offerta risulta più facile, è proprio la mobilità sostenibile. Il nostro impegno quotidiano con le imprese del settore ne è una prova lampante; il placement dei nostri (ex) corsisti il premio più bello.

Logistica 4.0, l’Italia fa passi da gigante

La quarta rivoluzione industriale è nel pieno della sua espressione, e l’Italia questa volta sembra lasciarsi alle spalle un bel po’ di Europa. A dispetto delle tante sfide su infrastrutture e mobilità sostenibile che il nostro Paese deve ancora imparare a vincere, quella dell’automazione risulta uno dei baluardi dell’impresa tricolore a tutti i livelli.

 

I settori di assemblaggio e logistica sono quelli che spingono maggiormente le aziende italiane ad attuare processi di automazione tramite l’implementazione di robot di ultima generazione.

 

I dati elaborati da Eurostat parlano di un 9% di attività commerciali italiane già adeguate all’industria intelligente del futuro, guardando le spalle di Danimarca e Finlandia al 10% e Spagna all’11%. Ma il dato migliore è quel 2% di gap che si attesta in favore del dato nazionale della Penisola e quello europeo che sfiora il 7%. Non ancora elaborati i dati di Gran Bretagna e Germania, il che potrebbe confermare o meno l’attuale situazione.

 

Per quanto riguarda la logistica, il dato eccezionale dell’Italia visibile nel grafico (v. infra) non ha bisogno di commenti. Rispetto alla media europea, nelle piccole imprese italiane lo scarto è dell’8%, crescendo sorprendentemente fino al 30% nelle medie, e contraendosi lievemente al 23% nelle grandi.

 

Una notizia, questa, che conferma l’idea di futuro profusa da ITS Logistica Puglia nella sua offerta formativa sempre al passo con i tempi, volendo formare professionisti in grado di gestire i processi di automazione che stanno già sconvolgendo l’idea di movimentazione delle merci e delle persone. Tutto questo è possibile anche grazie alla nostra rete d’imprese, lungimiranti nell’investire risorse economiche e, soprattutto, risorse umane per poter essere i protagonisti del mondo di domani.

Intralogistica, tanto spazio non serve più

Tanto spazio non serve più o, comunque, ne serve molto meno di prima. Da un lato le nuovissime tecnologie della logistica 4.0 che rendono le operazioni di magazzino sempre più autonome, dall’altro l’intelligenza umana quotidianamente impegnata nella semplificazione di oggetti già noti al fine di renderli più intuitivi ed adeguati alla supply chain. Per le aziende che operano nella GDO e per tutte quelle che svolgono servizi di spedizione, una corretta gestione degli spazi del magazzino può essere sinonimo di crescita del fatturato.

 
Proprio per questo motivo, AGILOX Services GmbH si è tuffata a capofitto nello sviluppo del muletto del futuro già da un paio d’anni, ed il prodotto chiamato IGV (Intelligent Guided Veichle) è già pronto. Si tratta di un automa esecutivo per 365 giorni l’anno senza mai fermarsi, col grande vantaggio di essere facilmente implementabile su qualsiasi realtà di intralogistica che possegga già i minimi requisiti informatici. IGV è elettrico e sceglie in totale autonomia e sicurezza che percorso seguire per coprire le distanze all’interno del magazzino, muovendosi in ogni direzione e riducendo lo spazio di manovra del quale necessiterebbe un tradizionale muletto. È, inoltre, così intelligente da ricostruire la mappa dell’ambiente circostante, “memorizzando” gli ostacoli incontrati e superati durante i precedenti tragitti.

 
Ma smart logistics non significa soltanto ultra-tecnologia ed intelligenza artificiale: significa anche migliorare degli oggetti di uso quotidiano per un’azienda. È questo il caso di Bito, che nella già nota ottica di riduzione degli spazi necessari allo stoccaggio e alla movimentazione delle merci, si atteggia ad innovativa unità di carico in polietilene. Il contenitore può essere innestato quanto impilato a seconda delle necessità attuali del magazzino, e ciò risulta possibile grazie ad una semplice rotazione di 180° dell’oggetto; una inversione a “U”. Inoltre, l’unità di carico è dotata di coperchio ed eventuale chiusura di sicurezza, garantendo una maggior capacità.

 

Invenzioni come queste riescono, quindi, a migliorare la qualità ed a velocizzare i processi logistici alla radice: un punto di partenza imprescindibile per poter alleggerire lo sforzo complessivo della catena di distribuzione, garantendo un servizio migliore al consumatore finale.

Last Mile, il futuro italiano della City Logistics

Addio consegne in bicicletta ed in vetturine elettriche pilotate da persone: il futuro dell’ultimo miglio si prepara in Italia, e soprattutto negli States, a dei nuovi processi tecnologici. Da un lato l’ingresso di Amazon in Italia come operatore postale autonomo, dall’altro i postini robot presentati ai Consumer Electronics Show 2019 di Las Vegas e sviluppati da Continental, che sono in grado di consegnare le merci ai destinatari finali senza avere neppure bisogno che costoro siano fisicamente presenti presso l’indirizzo assegnato. In questo contesto, la politica del “Last Mile” sembra essere preponderante rispetto al resto della supply chain per garantire una consegna veloce e di qualità. Ad essere coinvolti in questo settore della logistica che ha l’obiettivo di massimizzare il tasso di riempimento dei mezzi, minimizzando il numero dei veicoli per chilometro con particolare attenzione all’impatto ambientale, sono i centri di distribuzione periurbani e, soprattutto, quelli urbani.
Per quanto riguarda l’okay dei MISE ad Amazon Italia Logistica ed Amazon Italia Transport, gli esperti della logistica non si dicono preoccupati su un eventuale crollo di Poste Italiane, società che attualmente copre gran parte delle spedizioni Amazon in Italia, poiché il colosso di Bezos dedicherebbe la sua piattaforma logistica solamente ad alcune tipologie di clienti (ndr, si intuisce una maggiore efficienza del servizio nei confronti dei clienti Prime).
Ma se questa notizia appare rivoluzionaria, non lo è quanto quella del postino robot di Continental: è da tempi non sospetti che anche in Italia si parla di droni in grado di consegnare pacchi e di intelligenza artificiale implementata sulle piattaforme logistiche, ma il veicolo elettrico e totalmente autonomo dell’azienda tedesca funziona un po’ come un canguro, poiché porta al suo interno altri mini-veicoli. Così, dal veicolo madre che gira per la città partono tutti gli altri piccoli robot pronti a bussare alla porta dei clienti, per poi ritornare alla loro ubicazione nel veicolo madre e pronti per un’altra consegna.
L’ultimo miglio può essere, quindi, determinante per la perfetta riuscita della catena di distribuzione, e sono molte le aziende collegate a ITS Logistica Puglia che si occupano di innovazione in tal senso, spiegando ai nostri corsisti quali possono essere gli scenari del futuro, nonostante la moltitudine di interrogativi e le grandi opere necessarie alla velocizzazione del mercato italiano, tanto in senso economico quanto in senso strutturale.

Legge di Bilancio 2019, le novità per la logistica e i trasporti

Come riportato dallo Speciale del Sole24Ore “La manovra 2019” del 7 gennaio, nel maxi emendamento della legge di bilancio 2019 non mancano modifiche ed adeguamenti alle discipline di logistica e trasporti.
Accise per l’autotrasporto (commi 57-58) – Le riduzioni sul credito d’imposta decise nel 2014 e concesse alle imprese di autotrasporto per compensare le accise sul gasolio, slittano oltre il 2019.
Trasporto fluviale (commi 234-235) – Accanto alle autostrade del mare, sono inserite anche le acque interne nel novero delle infrastrutture logistiche finanziabili ai fini del miglioramento dell’intermodalità sostenibile, con una spesa prevista di 2 milioni di euro l’anno per 2019 e 2020, e 5 milioni dal 2021.
Incentivi per giovani conducenti dell’autotrasporto merci (commi 291-295) – A decorrere dal 10 gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2020, ai conducenti che non abbiano compiuto il trentacinquesimo anno di età alla data di entrata in vigore della legge di bilancio 2019, inquadrati con le qualifiche Q1, Q2 o Q3 previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro-Logistica, trasporto merci e spedizione, assunti con regolare contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato dalle imprese di autotrasporto merci per conto di terzi attive sul territorio italiano, regolarmente iscritte al Registro elettronico nazionale delle imprese di trasporto su strada e all’Albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi, spetta un rimborso in misura pari al 50% del totale delle spese sostenute e documentate per il conseguimento della patente e delle abilitazioni professionali per la guida dei veicoli destinati all’esercizio dell’attività di autotrasporto di merci per conto di terzi.
Trasporto ferroviario (comma 297) – È autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019-2021 per compensare i maggiori costi sostenuti dalle imprese ferroviarie per i trasporti merci effettuati in Abruzzo, Lazio, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

Autotrasporto Genova (comma 1019) – Rifinanziati gli aiuti alle imprese dell’autotrasporto per i maggiori costi dovuti al crollo del Ponte Morandi con una spesa di 80 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020.

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