Logistica e territorio più legati dopo la pandemia

Uno dei pochi settori rimasti a galla nel 2020 è quello del food retail, ma il cambio delle abitudini d’acquisto da parte dei consumatori in ragione delle misure anti-Covid non ha lasciato indifferente la supply chain dei beni di prima necessità.
L’impossibilità di spostarsi lontano dal proprio domicilio ha avvantaggiato l’economia di prossimità, premiando la GDO con caratteristiche di forte leadership locale.

 

Come leggiamo nell’articolo Market medio-piccoli crescono: investimenti in punti vendita e logistica pubblicato da “Il Sole 24 Ore”, ci sono grossisti che hanno preferito sovrastoccare prodotti di prima necessità per poter aumentare la risposta in caso di nuovi lockdown. Tornando ai supermercati di quartiere, la crescita di cui si parla non ha investito solamente i prodotti per così dire “industriali”, ma anche quelli strettamente legati al territorio. La vendita di preparazioni artigianali e a km 0 delle quali l’Italia può fregiarsi dalle Alpi al Mediterraneo è, infatti, aumentata a livelli imprevedibili.

 

Per quanto riguarda la Puglia, si può citare il caso del Gruppo Megamark, partner di ITS Logistica Puglia: <<E’ fortemente radicato nel suo territorio, costituito da cinque regioni del Centro-Sud (Puglia, Campania, Calabria, Basilicata e Molise) il Gruppo Megamark, a cui fanno capo 500 negozi con le insegne A&O, DOk, Famila e Sole365. “Quest’anno abbiamo rispettato il nostro piano di sviluppo, aprendo 10 nuovi punti vendita tra diretti e affiliati – afferma il direttore operativo Francesco Pomarico –. Anche grazie a quest’espansione della rete chiuderemo il 2020 con un aumento del 10% del fatturato, che nel 2019 è stato di 1,7 miliardi di euro”. Il gruppo pugliese ha anche investito 24,7 milioni di euro nel progetto MegaFree, realizzato in project finance con Unicredit, destinato al restyling e all’efficientamento energetico dei punti vendita per dimezzare i consumi e i costi energetici. Altri 85 milioni di euro sono stati destinati al piano di espansione triennale che porterà all’apertura di un’altra decina di negozi entro il 2023.>>

 

 

Se questa mutazione delle abitudini dei consumatori dovesse avere ripercussioni sul lungo periodo, è chiaro che la logistica dovrebbe fare i conti con dei modelli capaci di valorizzare una riscoperta dell’economia di prossimità da parte della collettività. In questo senso conta tanto anche l’esperienza d’acquisto, insieme a variabili qualitative, quantitative ed economiche.