Riscopriamo la “logistica farmaceutica”

Come abbiamo già raccontato negli articoli L’importanza strategica di una buona logistica sanitaria e Vaccino? Per sconfiggere il Covid basta una dose di logistica, in questo periodo storico stiamo riscoprendo l’importanza di una particolare branca della logistica: quella farmaceutica. La logistica, lo sappiamo bene, è materia viva e malleabile: non esiste una sfera della vita umana nella quale la logistica, seppur tacitamente, non sia necessaria per il perseguimento di determinati obiettivi. Così è anche per l’industria del farmaco, come stiamo osservando per la campagna vaccinale in corso. Una sfida non solo scientifica, ma anche un vero e proprio groviglio per la logistica e, di conseguenza, per la politica. I Paesi di tutto il mondo stanno attuando i rispettivi piani vaccinali, interfacciandosi con diverse soluzioni logistiche. In questa sede, tuttavia, vogliamo divulgare ai nostri lettori alcune nozioni di logistica farmaceutica.

 

 

Per iniziare, c’è da dire che il grande cruccio della logistica farmaceutica è proprio il trasporto: non esistono, infatti, tantissimi vettori né altrettanti magazzini adeguati alla conservazione dei farmaci. L’outsourcing, per la natura delle merci in ballo, non è una scelta che la casa produttrice può prendere a cuor leggero, sia per motivi legali che per questioni prettamente pratiche. I problemi principali, quindi, riguardano lo stoccaggio, la tracciabilità, le politiche di reso, le caratteristiche dei prodotti (spesso molto sensibili a sbalzi termici ed esposizione a raggi solari), la gestione delle scorte e l’immenso numero di punti vendita da raggiungere.

 

 

I tre nodi principali della filiera sono depositari, grossisti e retailer. I grossisti movimentano la maggior parte dei volumi, agendo da veri e propri intermediari. Con il D.Lgs. nr. 219 del 24/04/2006 in attuazione della direttiva 2001/83/CE e la direttiva 2003/94/CE non è più corretto parlare di farmaci in senso così generico e ampio, ma di “sostanze attive”. In tal modo è chiaro che venga tutelata la pubblica sanità al fine di garantire la filiera ancor prima che il farmaco diventi tale. Una sostanza destinata alla produzione di farmaci (e, quindi, all’assunzione da parte della persona), deve poter viaggiare con i medesimi criteri di sicurezza previsti per il prodotto finito.

 

 

Entra in gioco una figura ben nota al nostro ITS: il Supply Chain Manager, ovvero il soggetto che ha il dovere di assumere decisioni con ricadute a termine breve (operative), medio (tattiche), lungo (strategiche). Ciò richiede quindi due distinte fasi di lavoro: una di pianificazione e una di esecuzione.

 

 

Attuando un modello SCOR (Supply-Chain Operations Reference) diventa possibile gestire l’intera filiera in via standardizzata, attuando i processi della catena di distribuzione che sono così riassumibili:

 

 

Anche per il vaccino (anzi, per i vaccini) contro il Covid-19 vengono attuate procedure di questo tipo. La logistica ha in mano le chiavi del nostro futuro prossimo: più la supply chain sarà garantita e ottimizzata, prima la pandemia diventerà un brutto ricordo.

 

 

Credits to: GDP: le nuove sfide della logistica farmaceutica.