La logistica del Mezzogiorno cresce nonostante il Covid

Strano ma vero: la pandemia, con tutti i suoi strascichi negativi, non è riuscita a fermare gli investimenti nel settore della logistica. Anzi, a Sud nell’ultimo periodo i flussi logistici hanno visto una crescita tale da poter suggellare il Mezzogiorno come piattaforma logistica del Mediterraneo. Di questo parla l’articolo de “Il Sole 24 Ore” Il Covid non frena la logistica. Gli investimenti restano al palo.
L’occasione è ghiotta per gli stakeholders, ma la logistica dell’Italia meridionale potrà brillare, incontrastata, soltanto dopo l’avvio delle ZES (Zone Economiche Speciali), ovvero porzioni di territorio che per interesse strategico nazionale adottano una legislazione economica più vantaggiosa per gli investitori, come quella Adriatica Interregionale Puglia-Molise e quella Ionica Interregionale Puglia-Basilicata.

 

Nell’articolo compaiono, quindi, le cifre positive di Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna e Puglia. Con particolare riferimento al Tacco, da sempre al centro degli scambi commerciali come imprescindibile crocevia del Vecchio Continente, leggiamo: <<A ridosso e al servizio dell’agglomerato industriale di Bari Modugno, a 5 kilometri da porto e a 3 dall’aeroporto, l’interporto del capoluogo regionale è saturo. Ed il suo raddoppio, con investimenti che Davide Degennaro, direttore di Interporto spa, stima in 150 milioni, con fondi anche comunitari, è al palo da 6 anni: per i tanti operatori della logistica in lista di attesa bisognerà attendere il 2021, quando il contenzioso approderà in Cassazione. Operativo dal 2009, su di un’area di 470.000 mq, costo 112 milioni, nell’interporto sono attivi quasi 70 operatori e circa 3000 addetti diretti, con un movimento certificato annuo di quasi 60.000 Teu in container>>.

 

A questo si aggiungano le mire che colossi internazionali della logistica hanno sul Porto di Taranto e la già avviata portualità degli altri capoluoghi costieri pugliesi. Ma anche le grandi opportunità offerte dal settore agroalimentare ed enogastronomico e la blue economy sono fattori che contribuiscono ad accrescere il valore logistico della Puglia. Per questo territorio la grande sfida attuale sta proprio nel migliorare la retroportualità su modelli di economia circolare, guardando ai collegamenti interni come snodo essenziale per il ping pong fra la sponda Adriatica e quella Ionica. La direzione programmatica è già questa e la Puglia, sfruttando al meglio le sue caratteristiche naturali a fini logistici, porterà ricadute economiche sul territorio di enorme rilievo.