La logistica 4.0 per la filiera agroalimentare del futuro

Il consumo dei terreni da coltura, il surriscaldamento globale e lo spettro della possibile scarsità d’acqua, sono variabili che concorrono a modificare le tecniche di agricoltura e la filiera dell’agroalimentare, al fine di promuovere benessere per le persone, per il territorio e per l’ambiente.

La svolta arriva con l’applicazione delle tecnologie di Industria 4.0 come Internet of Things (IoT) e Artificial Intelligence (AI) al mondo dell’agronomia: scordiamoci l’immagine del contadino chino a zappare sotto il sole cocente, perché fra qualche decennio sarà soltanto un vecchio ricordo di un mondo perduto. Così come lo spreco d’acqua, il caporalato e gli attacchi patogeni massivi saranno fenomeni sempre più radi, in quanto maggiormente controllabili e contrastabili: tutto grazie alla Precision Agriculture (PA), che giocherà un ruolo centrale anche in fatto di sostenibilità della filiera agroalimentare.

 

 

A dire la verità sistemi di agricoltura intelligente sono già presenti in altri Paesi (la California in capo a tutti), già da tantissimi anni. Nel nostro Paese ci stiamo affacciando proprio adesso a questi nuovi modelli produttivi, aprendo grandi chance lavorative per i futuri Tecnici Superiori per la Logistica Agroalimentare 4.0 come quelli che formeremo presso la nostra sede di Brindisi nei prossimi due anni. In Puglia solo il 2% delle aziende agricole sfrutta tecnologie avanzate: ciò significa che il 98% delle imprese, nei prossimi anni, non potrà che adeguarsi all’agricoltura 4.0 per poter competere sul mercato, e per questo avrà bisogno di adeguate figure professionali.

 

 

In cosa consistono queste tecniche di coltivazione? Se tradizionalmente l’agricoltore irriga, fertilizza o fertirriga l’intera coltivazione, con l’agricoltura di precisione vengono ottimizzati gli input agronomici, utilizzando tecnologie come i sensori (un tempo esosi ma oggi alla portata di tutti). Nella PA si dispiega sul campo da coltura una rete neurale di sensori che misurano temperatura, umidità, presenza di determinate sostanze, ecc. Tali variabili sono riportate a un sistema centrale DSS (Decision Support System), che al suo interno ha dei modelli matematici di ottimizzazione basati su algoritmi di AI. Grazie a questi modelli è possibile analizzare in tempo reale tutti i dati, dal meteo ai dati storici ad esempio, e in base a questi il sistema sceglie dove irrigare, fertilizzare o fertirrigare a seconda delle disomogeneità del terreno, che vengono così “georeferenziate”. A questo punto può entrare in gioco l’IoT, lasciando agire autonomamente il sistema che apre e chiude le valvole dei sistemi di irrigazione e fertilizzazione, oppure viene rimessa la decisione finale al contadino o all’agronomo.

 

Nella PA è possibile utilizzare anche droni muniti di camere iperspettrali in grado di lavorare su bande di frequenza molto profonde, estraendo dalla parte aerea delle piante tutti i dati utili all’ottimizzazione della coltivazione. Allo stesso modo si utilizzano queste tecnologie per prevenire o curare attacchi patologici che potrebbero interessare le colture.

 

Se vuoi saperne di più clicca qui e guarda il video dove spieghiamo dettagliatamente le opportunità offerte dalla filiera agroalimentare 4.0.