Gli acquisti dal divano di casa modificano la warehouse logistics

Nessuno l’avrebbe pensato a marzo scorso, quando in piena crisi sanitaria gli Italiani hanno dovuto barricarsi in casa in attesa che le cose migliorassero, ma la pandemia di Covid-19 è riuscita a sospingere un settore che in tanti altri Paesi era già decollato da tempo: l’e-commerce. Quest’argomento l’abbiamo già trattato nell’articolo Il Covid fa volare l’e-commerce che cambia le “regole” della logistica.

 

Lo spunto di riflessione per questo pezzo, invece, proviene dall’articolo recentemente pubblicato da “Il Sole 24 Ore”, La logistica vola e punta a riqualificare complessi già esistenti.
Alla mutazione delle abitudini dei consumatori italiani durante il lockdown, è corrisposta sin da subito l’accelerazione di un trend di crescita nel comparto logistico già in atto da alcuni anni. Nel 2020 i contratti di affitto per locali logistici sono aumentati del 13% rispetto all’anno precedente, con un aumento dei volumi mobilitati pari al 69%.

 

Questa crescita esponenziale degli acquisti on-line ha cambiato le regole del retail, e con esse la prassi seguita dalle aziende stesse. La conseguenza della nascita di 1,3 milioni di nuovi acquirenti virtuali (web shopper) è facilmente intuibile: la warehouse logistics si sta spostando sempre più verso i centri urbani. Citando l’articolo: <<[…] l’ultima frontiera della logistica, che scalda gli animi degli investitori, è rappresentata dai piccoli spazi centrali, che possano fungere da ultimo magazzino vicino ai luoghi di consegna. Si tratta di magazzini in città, all’interno delle tangenziali, solitamente frutto della riconversione di immobili sfitti o inutilizzati e con attuale destinazione d’uso differente, come per esempio cinema, teatri, parcheggi e così via>>.

 

Questa notizia fa ambo con l’internalizzazione della logistica da parte dei retailer, che tendono sempre più a gestire l’esecuzione del processo di consegna integrandosi verticalmente, beneficiando del recupero del controllo di processo. Il sistema che va delineandosi, quindi, ha carattere di sostenibilità ambientale molto alto, specie perché non richiede l’edificazione di nuove strutture traendo vantaggio da quelle in disuso.

 

Una logistica che fa bene a tutti, quindi: dal cittadino che vede i suoi ordini evasi in meno tempo al lavoratore della logistica che opera in un ambiente più vicino e confortevole; dall’arricchimento delle aziende alla risalita di un mercato immobiliare in affanno.