L’importanza strategica di una buona logistica sanitaria

Quando si parla di logistica si fa riferimento a un complesso di azioni che, in maniera coordinata, servono a risolvere problemi complessi riguardo la movimentazione di beni e persone. La prima traccia di logistica nella storia si ravvede nella meticolosa organizzazione militare ad opera del condottiero Alessandro Magno, grazie alla quale il Re di Macedonia riuscì a sconfiggere gli eserciti nemici. Nonostante questa materia sia nata per motivi bellici, nei secoli la sua applicazione si è fatta strada sino a diventare determinante nell’economia globale e finanche nella quotidianità dei cittadini.

 

 

In questo periodo storico così difficile a causa della pandemia di Covid-19, tuttavia, abbiamo dovuto fare i conti con una carenza di capacità logistica da parte dei sistemi sanitari di tantissimi Paesi al mondo, Italia inclusa. Il motivo in forza del quale molti governi hanno deciso di imporre lockdown, quarantene, coprifuochi e – più genericamente – limitazioni alla libertà personale, risiede nel fatto che la logistica sanitaria non era assolutamente pronta ad assorbire un numero così elevato di pazienti gravemente sintomatici. Ciò a conferma del fatto che un buon Sistema Sanitario Nazionale, per poter funzionare, non ha solamente bisogno di medici preparati e strutture attrezzate: serve una meticolosa organizzazione della filiera, esattamente come se si trattasse di una qualsiasi altra azienda. Non che stiamo scoprendo oggi la logistica sanitaria, ma di sicuro è proprio adesso che nasce la necessità di rimetterla al centro della pubblica amministrazione.

 

 

L’articolo Logistica sanitaria: perché è diventata una priorità di “Industry 4 Business” riesce a fornirci una spiegazione soddisfacente di logistica sanitaria e del modo in cui questa deve trovare attuazione. Innanzitutto, si deve prendere in considerazione la logistica dei beni sanitari come farmaci e apparecchiature, rispetto ai quali sarebbe facile pensare “più ce ne sono meglio è”. Ma, all’atto pratico, anche avere troppe scorte può rivelarsi sconveniente per la scadenza dei farmaci o l’obsolescenza delle apparecchiature, generando danni collaterali come l’intasamento degli spazi e l’eccessivo impegno finanziario da parte dell’azienda sanitaria, dal quale non potrebbe che discendere una perdita nel bilancio.

Detto ciò, non si può pensare che il magazzino centrale di una struttura sanitaria funzioni alla stregua di quello appartenente ad un’azienda che, per esempio, si occupa della distribuzione di componenti elettronici. Le specifiche esigenze delle merci stoccate, spesso, richiedono l’ausilio di celle frigorifere specifiche o locali appositi che rispondano a tutti i crismi di igiene. Anche nella distribuzione di farmaci e attrezzature vanno rispettate le medesime regole, così come nella gestione dei posti letto e del personale, affinché la filiera della logistica sanitaria possa dirsi compiuta. Per questo motivo è necessario tenere presente che devono esistere anche dei magazzini periferici collocati presso le strutture sanitarie, che rispondano alle medesime caratteristiche tecniche di quelli centrali. Infine, si può affermare che ai fini dell’ottimizzazione della catena, è necessario creare dei modelli sui quali strutturare i flussi inbound/outbound: ciò è possibile grazie al sapiente utilizzo delle “Operational Technology” per il monitoraggio continuo. La strutturazione del flusso informativo tramite l’“Information Technology” è la fase sulla quale deve concentrarsi la logistica sanitaria per poter garantire la maggiore fluidità possibile nello scambio di dati fra i diversi attori della filiera.

 

Anche quando si parla del tanto atteso vaccino contro il Covid-19, quindi, s’intende l’implementazione di una vera e propria supply chain, come esposto da “Trasporto Europa” nell’articolo Governo prepara Tavolo su logistica del vaccino Covid-19. Distribuire milioni di dosi di vaccino nel minor tempo possibile non sarà la sfida più facile che dovrà attraversare il mondo: l’Italia, dal canto suo, ha la ricchezza di poter contare su strutture sanitarie, farmacie e medici di base, attraverso i quali sarà possibile ottimizzare le vaccinazioni. Il Governo dovrà anche decidere da quali categorie di persone iniziare con la somministrazione del farmaco, se dagli anziani piuttosto che dai bambini, dagli insegnanti piuttosto che dalle forze armate e così via.

 

Ancora una volta osserviamo come la logistica possa essere determinante nella qualità della vita e nel benessere della collettività.