Il Covid fa volare l’e-commerce che cambia le “regole” della logistica

Fra settembre e ottobre la logistica ha fatto i conti con gli avvenimenti storici dei mesi precedenti, in riferimento alle mutazioni degli scambi commerciali dovute alla pandemia di Covid-19. In un lungo articolo pubblicato su “Data Manager” titolato Smart logistics, le sfide della logistica oltre la crisi viene approfonditamente descritta la traslazione di buona parte del mercato dai negozi fisici agli e-commerce. Al centro del discorso c’è soprattutto il valore che sta sempre più assumendo il capitale umano nei ruoli specifici richiesti dalla logistica. Per l’ottimizzazione della supply chain attraverso l’applicazione dell’IT, come ha affermato il sales account di Metisoft, Enrico Morselli: «[…] c’è bisogno di previsioni di vendita sempre più precise, unite al controllo delle giacenze lungo la rete sempre più integrate con la produzione e infine una supply chain estremamente flessibile, per rispondere in real-time ai cambiamenti. Si dirà che non è semplice, ma proviamo a riflettere su quali aree e quali classi tecnologiche presenti e future sono abilitanti all’innovazione a valore aggiunto, perché se l’innovazione non è vero investimento, è un gioco divertente, ma non ci aiuta ad essere competitivi. Una volta inquadrato il processo logistico-produttivo e come deve essere innovato con la tecnologia, queste sono le classi tecnologiche che Metisoft ritiene possano creare valore aggiunto all’interno del processo: automazione da campo sia produttiva sia intralogistica; integrazione tra le linee produttive, magazzini con ERP: demand forecast/planning; collaboration; cybersecurity; e-commerce; e-purchasing; social network. Ogni attore della rete, dopo aver raggiunto la sua ottimizzazione locale, può collaborare con i suoi partner di business con strumenti di extended collaboration, per condividere le informazioni e gestire in via preventiva e quotidiana la partnership».

Le nuove abitudini degli italiani sembra vadano verso una direzione univoca, orientata a mutare la catena di distribuzione stessa. Infatti, come si legge nell’articolo, tantissimi competitor stanno già iniziando a distaccarsi dalla tradizionale idea dei poli logistici, preferendo l’opportunità offerta dagli hub cittadini. Sempre in materia di last mile logistics interviene “Tutto Carrelli Elevatori” nell’articolo Logistica e Covid: il 42,2% delle aziende ha avuto criticità nella gestione delle merci.

 

Da segnalare anche La Logistica all’epoca del Covid di “Manager Italia”, L’e-commerce corre grazie al Covid e traina la logistica (Report) a cura di “Monitor Immobiliare”, L’ecommerce vola, la logistica prova a stargli dietro di “Air Cargo Italy”. Sempre in materia di e-commerce, “Uomini e Trasporti” si è domandato cosa debba fare la logistica per poter stare al passo con i tempi, esponendone le praticità nell’articolo Cosa pretende l’e-commerce da trasporto e logistica | K44 Risponde.

Sull’argomento si segnala, infine, L’impatto della Covid-19 sulla logistica secondo l’Inail a cura di “Trasporto Europa”. Strettamente legato alla logistica post-covid è anche il case history di Vodafone come azienda “future ready”, come spiega “Industry 4 Business” in Logistica: il futuro passa sempre più dall’utilizzo dei dati.

 

Per concludere, in maniera schematica e riassuntiva, “Tech Business” propone 7 tecnologie “quick win” per il settore logistico ai tempi del coronavirus, fornendo interessanti spunti di riflessione per poter limitare i danni e riuscire a trarre beneficio dal periodo difficile che le aziende stanno attraversando. Grazie a tecnologie come realtà aumentata, intelligenza artificiale, utilizzo dei big data e tante altre “accortezze”, la logistica può garantirsi di sopravvivere a qualsiasi emergenza.