L’impatto del covid sulla logistica, Alis pubblica la sua ricerca

La pandemia di Covid-19 ha investito tutti i settori di interesse economico e sociale, generando quella che è la più grande crisi della storia dai tempi della “Grande Depressione” del 1929. Ognuno di noi, a suo modo, ha subito danni in seguito alla normativa restrittiva promulgata a tutela della pubblica incolumità, sfociando nell’extrema ratio del lockdown o, più sottilmente, nelle limitazioni imposte a persone e imprese. Ma se da un lato la crisi “visibile” è quella che investe gli esercizi commerciali nei settori di ristorazione, intrattenimento, belle arti e – più in generale – in tutti gli ambiti non considerati “essenziali” per la sopravvivenza, sotto il tappeto si nasconde una crisi che da un momento all’altro potrebbe assumere connotati esplosivi, laddove le politiche globali e nazionali non dovessero correre in soccorso degli attori. Stiamo parlando del comparto trasporti e logistica che non si è fermato neanche un istante per l’intera pandemia, garantendo la continuità della supply chain nonostante le immani difficoltà che tutti conosciamo. Il fatto che la catena di distribuzione abbia continuato a funzionare, è frutto del sacrificio di imprenditori e lavoratori che sono stati capaci di affrontare la sfida del Coronavirus e di vincerla sul campo, permettendo alle persone di poter trovare sempre le forniture in mercati e supermercati.

 

Alis, l’Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile attiva ormai da anni a tutela delle imprese di settore e socia della Fondazione ITS Logistica Puglia, ha da poco pubblicato una ricerca titolata “L’impatto del Coronavirus sul settore del trasporto e della logistica sostenibile”. Nello studio condotto dal Centro Studi Alis in collaborazione con Srm (Studi e Ricerche per il Mezzogiorno), Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno) e dall’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, si analizza l’impatto dello scenario Covid su logistica e trasporti su un campione di 100 imprese del cluster Alis, segnatamente agli strumenti necessari per una giusta ripartenza del settore.

 

Il comparto logistica ha dimostrato, da marzo a questa parte di essere in possesso di virtù come compattezza, responsabilità e passione per superare la crisi e rinnovare il proprio know-how. Ma, più di ogni altra cosa, è stata la resilienza ad apparire come caratteristica principale di imprese e lavoratori, restituendo un sentiment di grande fiducia nel sistema Paese nonostante le difficoltà.
Il calo di fatturato ha interessato tutte le aziende, con una forbice che va dal 30% ad oltre il 70%, sfortunatamente in armonia con la perdita dell’8,4% di Pil per il Paese. A ciò ha contribuito pesantemente anche lo stop ad eventi fieristici, la timida ripresa del turismo bloccato per mesi e il crollo dell’import/export. L’81% delle aziende intervistate si è detto molto insoddisfatto o insoddisfatto della normativa di pandemia, sentendosi trascurato e abbandonato dalla politica. Per questo motivo sulle prospettive future le imprese sono molto scettiche nel breve periodo ma fiduciose in quello lungo.

 

Un dato molto importante da tenere presente, è quello dell’importanza strategica del trasporto marittimo nella logistica. Nonostante anche questo settore abbia sofferto le conseguenze del Coronavirus, è la modalità di trasporto che ha meglio resistito all’impatto della pandemia, in quanto la maggioranza dei porti è riuscita a rimanere aperta in ottemperanza alle misure anti-covid.

 

Per Alis il primo punto all’ordine del giorno in funzione della ripresa, è quello di investire sull’accelerazione della digitalizzazione, potenziando i servizi di short sea e prevedendo una decontribuzione e detassazione per le imprese, incentivando sempre più alla riconversione green e all’intermodalità sostenibile, ma senza dimenticare la necessità di abbattere la burocrazia.

 

Il fatto che la logistica stia resistendo così bene all’emergenza in corso, è sintomo del fatto che si tratta di un settore capace di innovarsi continuamente pur di raggiungere gli obiettivi che si prefissa. In quest’ottica s’inserisce la costante ricerca di personale qualificato che sia in grado di risolvere i problemi quotidiani di questo settore. I supertecnici che escono da ITS Logistica Puglia hanno tutte le qualifiche necessarie per poter agevolmente affrontare anche la più ingarbugliata delle supply chain, con ampie competenze anche in materia di digitalizzazione e di sostenibilità ambientale. La resilienza della logistica sta proprio nella professionalità di chi opera al suo interno, unitamente alle soft skills che servono a trovare la quadra in un mondo sempre più complesso.
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