Internet of Things e Logistica per i “supertecnici” del futuro

Far parlare gli oggetti tra loro vi sembra assurdo? Per i nuovi supertecnici della logistica, invece, è come bere un bicchier d’acqua. Ciò è possibile grazie alla tecnologia “Internet of Things” (abbr. IoT), che, letteralmente significa “Internet delle Cose”.

 Ma che lingua parlano gli oggetti? Quella dell’elettronica digitale 4.0. Per essere più chiari, basta dire che degli oggetti vengono messi in comunicazione tra di loro tramite delle tecnologie di identificazione. Ciò rende possibile la creazione di un’enorme rete all’interno della quale, nel caso della logistica, i classici macchinari come gru, carrelli e nastri sono in grado di rintracciarsi a vicenda per nome o per posizione.

Benvenuta “intelligenza artificiale”, allora. Se non fosse per il fatto che per far parlare delle “macchine” tra loro, c’è bisogno di persone con le giuste competenze e, attualmente, sono pochissime. Per questo l’ITS Logistica Puglia, insieme alle aziende partner, sta formando i futuri tecnici dell’IoT.

E con la tecnologia non diminuiranno i posti di lavoro? Altroché! Quando si sente parlare di disoccupazione, spesso, ci si dimentica che la natura del fenomeno parte da un problema di fondo: il “mismatch” fra domanda e offerta, ovvero la ricerca da parte delle aziende di professionalità che, semplicemente, non esistono.

Anzi, che non esistevano e che oggi esistono grazie ai percorsi ITS. Per un Tecnico Superiore della Logistica specializzato in Internet of Things, le porte delle imprese italiane e del mondo sono letteralmente spalancate. A confermare questa tesi c’è un dato molto importante che proviene da “Indire”: l’Italia ha bisogno di più di un milione e mezzo di tecnici altamente specializzati. Di questa cifra astronomica, solo 500mila nel settore STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics).

Arriverà il giorno in cui le macchine sostituiranno le persone che le gestiscono? No, perché l’intelligenza artificiale è basata su quella umana, e da essa dipende e dipenderà per sempre. Il fatto che i robot di ultima generazione siano in grado di “imparare” parole e movimenti non significa che siano anche dotati di una coscienza: soltanto grazie a quest’ultima, esclusiva dell’essere umano, possono e potranno essere gestiti tutti i processi e, soprattutto, gli imprevisti di della quotidianità.