Le soluzioni “green” della Logistica 4.0

L’ambiente chiama, la logistica risponde. Piuttosto che piangerci addosso e restare a guardare le conseguenze dei gravi incendi avvenuti quest’estate in Amazzonia e in Siberia, preferiamo chiederci cosa possiamo fare noi, innovando il comparto logistica per il nostro pianeta.

 
Questi fenomeni eclatanti, insieme ad altri più consolidati come l’isola di plastica nell’Oceano Pacifico, il surriscaldamento globale, lo sfruttamento delle risorse del sottosuolo e la mala gestio dei rifiuti solidi urbani, incidono negativamente sulla qualità della vita delle popolazioni. Ma il minimo comune multiplo per la risoluzione di questi problemi, è da vedere proprio nella logistica: il mezzo prediletto attraverso il quale l’innovazione tecnologica può esprimersi appieno per migliorare lo sviluppo collettivo in senso ecologico.

 
Sotto una visione molto ampia, la cosiddetta “logistica di ritorno” prevede di restituire vita agli scarti trasformandoli in un nuovo bene materiale o modificandone lo scopo d’uso. È questo il caso del riciclo: un esempio eclatante riguarda i biocarburanti ricavati dai fondi di caffè e utilizzati da alcuni autobus di Londra.

 
Per questo motivo oggi quando si parla di logistica è sottinteso che ci si riferisce alla “logistica sostenibile”, dalla quale deriva la realtà della “mobilità sostenibile”; grande valore della contemporaneità. È proprio tramite quest’ultima che si possono abbattere le emissioni nocive prodotte dallo spostamento di persone e merci, garantendo servizi migliori anche dal punto di vista del comfort e della qualità del trasporto.

 
Oltre agli “autobus al caffè” britannici, esistono già delle tecnologie molto avanzate nel campo del trasporto ferroviario: i treni a idrogeno tedeschi in Sassonia sono fra i meno inquinanti al mondo. Dotati di speciali celle a combustibile che convertono l’idrogeno e l’ossigeno in elettricità, superano l’idea tradizionale di “carburante” presente nell’immaginario collettivo, presentando un motore a propulsione che vanta emissioni zero. L’idea di utilizzare l’idrogeno per la movimentazione dei mezzi di trasporto è oggetto di esperimenti anche da parte della Nasa, che continua a studiare il modo in cui assicurare un funzionamento in totale sicurezza di tali motori a più di 10mila metri di altitudine, dove la carenza di ossigeno risulterebbe un grande ostacolo alla reazione all’interno del motore di un aereo sprovvisto di cherosene.

 
Se fra qualche decennio, poi, i treni a levitazione magnetica dovessero soppiantare tutti gli altri mezzi per le loro caratteristiche di velocità, ecologia e sicurezza, sarà il mercato a deciderlo. Ma, per il momento, qui in Europa tutte le aziende di trasporto e le case di produzione “corrono ai ripari” seguendo le eco-direttive presenti nell’ “Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile” dell’U.E., gettando le basi concrete per un futuro nel quale la logistica, accompagnata all’implementazione dell’intelligenza artificiale, sarà il fulcro della green economy (e, successivamente, della blue economy), nel pieno rispetto del pianeta e della vita dei suoi abitanti.

 
Una eco-logistica, quindi, è quel che rappresenta il passaggio obbligato per la costruzione di un mondo più pulito. Senza dimenticare che la “last mile logistics”, ovvero la logistica che si occupa di consegnare il prodotto dal rivenditore al consumatore finale, è destinata a preferire soluzioni a impatto zero come velocipedi o mezzi alimentati a energia solare.

 
La logistica, quindi, trova applicazioni pressappoco infinite, e chissà se combinata con le best practices utilizzate dai Vigili del Fuoco di tutto il mondo, potrà prevenire o domare gli incendi in maniera più concreta, riuscire a ripulire i mari dalla plastica, e soppiantare quest’ultimo ingrediente con altri biodegradabili. Di sicuro con la logistica del presente, nel futuro lo smog sarà solo un vecchio ricordo di una società, a suo modo, “arretrata”.