Ecco i 5 motivi per innamorarsi dell’Erasmus+

La Commissione Europea ha ufficialmente assegnato all’ITS Logistica Puglia l’”Erasmus Charter for Higher Education (ECHE)” che permette ai corsisti dell’Istituto di partecipare a iniziative di studio e tirocinio all’estero. Da ieri e fino al 30 aprile i nostri studenti potranno proporre la loro candidatura seguendo le istruzioni presenti nel bando (clicca qui per i dettagli). Il nostro ITS crede fortemente nell’approfondimento delle competenze in sede internazionale, ed uno dei nostri valori è proprio quello che amiamo definire “futuro in movimento”. Per questo abbiamo deciso di condividere con voi quelli che secondo noi sono i 5 motivi per i quali un’esperienza Erasmus+, oggi, è a dir poco indispensabile alla formazione di un professionista di alto livello.

 
1) Per imparare una nuova lingua
Trovare il lavoro in prossimità della propria dimora può avere anche i suoi risvolti positivi, ma nel mondo ad alta velocità che ci circonda, spesso, per poter ambire all’occupazione dei nostri sogni, dobbiamo guardare oltre i confini nazionali. La fortuna delle generazioni di oggi è quella di potersi rapportare a dei confini più labili di quelli tradizionalmente segnati sulle mappe geografiche. L’Unione Europea è quel bacino di cultura, tecnologia e civiltà al quale dovrà rapportarsi un giovane d’oggi, e per farlo avrà bisogno di conoscere almeno una lingua straniera. Questa necessità è naturalmente soddisfatta dal programma Erasmus+, che nasce proprio per attuare lo slogan europeo “Uniti nella diversità”.

 

2) Per apprezzare le differenze culturali
A proposito di diversità… Una tappa fondamentale della crescita di un individuo è quella di confrontarsi con ciò che è difforme dai suoi schemi culturali e mentali. Un’esperienza di studio-tirocinio all’estero può essere l’occasione ideale per imparare ad apprezzare l’Altro. Che si tratti di differenze religiose, alimentari, normative, poco importa: per vivere nel rispetto del prossimo e di se stessi, non si deve mai smettere di imparare da chi ci è accanto. Un’elasticità mentale che risulta senz’altro un requisito necessario per poter svolgere gran parte delle professioni odierne.

 

3) Per scoprire se stessi
“L’unica regola del viaggio è: non tornare come sei partito. Torna diverso” scriveva Anne Carson, rivelando un’importante verità: abbandonare le proprie radici, anche per un periodo circoscritto della vita, aiuta a scoprire delle risorse interiori prima ignote. Soprattutto quando si è giovani imparare a cavarsela da soli lontano da casa, saper risolvere i problemi della quotidianità, arricchire se stessi con le proprie forze, sono tutti elementi fondanti di una personalità indipendente e responsabile. Per far ciò non v’è via migliore dell’Erasmus+: studiare, lavorare e crescere. E tutto grazie a una borsa di studio!

 

4) Per dimezzare il rischio disoccupazione
“Secondo dati della Commissione europea, il tasso di disoccupazione a lungo termine degli ex allievi Erasmus si ferma al 2%, equivalente alla metà esatta di quello registrato fra gli studenti che non hanno partecipato al programma (4%). […] Oltre all’assunzione in sé, gli ex Erasmus possono ambire a scatti di carriera in tempi più rapidi rispetto alla concorrenza. Sempre secondo i numeri della Commissione europea, la quota di partecipanti al programma in posizioni di management è pari al 64%, contro il 55% di media. La differenza raggiunge picchi più notevoli nel caso dell’Est Europa, dove un laureato con un periodo all’estero in curriculum ha il 73% delle probabilità in più di arrivare a posizioni dirigenziali. I fattori che rendono interessante uno studente “mobile” vanno da attitudini più generiche come la «apertura mentale» a competenze solide in chiave lavorativa, come la conoscenza del tessuto economico di un certo paese o la capacità di destreggiarsi su lingue straniere diverse dall’inglese.” Non c’è molto da aggiungere a questo stralcio di un articolo pubblicato su “Il Sole 24 Ore” online da Alberto Magnani il 20 ottobre 2017. L’Erasmus+ fa bene al curriculum vitae.

 

5) Perché la logistica è internazionale
La logistica, materia sulla quale posano le fondamenta del nostro Istituto Tecnico Superiore, è una disciplina che non esisterebbe neppure così come la intendiamo oggi se non le permettessimo di varcare i confini nazionali. Se da un lato all’origine della logistica dal punto di vista storico si ravvedono quasi esclusivamente fini bellici, la logistica come implementazione di tecnologie applicate allo scambio di merci ed al trasporto di persone è quella odierna, in grado di influire ineluttabilmente sulla qualità della vita di un Paese. La globalizzazione richiede una logistica di tipo ultra-avanzato che copra l’intero pianeta, a meno che non si vogliano prendere come modello le economie pianificate secondo le quali uno Stato può bastare a se stesso (ma così non è). Ed è proprio varcando i confini nazionali che noi dell’ITS Logistica Puglia, con l’Erasmus+ vogliamo contribuire alla formazione dei nostri corsisti, donandogli la possibilità di librare nella conoscenza grazie a stage formativi in aziende della logistica anche diverse da quelle italiane.