Niente paura per l’intelligenza artificiale

<< Il primo passo è capire che cos’è l’intelligenza artificiale. Il secondo, come può essere sfruttata per risolvere i problemi. >> Così Teemu Roos, docente d’informatica dell’università di Helsinki, che su “la Repubblica Lab” di ieri (13 febbraio 2019) ha rilasciato un’intervista firmata da Rosita Rijtano nella quale cerca di rendere più accessibile a chiunque il concetto di intelligenza artificiale. Ai suoi studenti lo spiega con un piccolo gioco: << Ci sono un robot, una volpe, una gallina e del mangime. Compito del robot è far attraversare a tutti un fiume usando una barca che può trasportare un passeggero alla volta, senza lasciare la gallina da sola sulla riva con il mangime o con la volpe. Un grattacapo che sembra richiedere un ragionamento, ma dimostro come può diventare un compito risolvibile anche scrivendo un programma informatico. Basta procedere con ordine e stilare una lista di tutte le soluzioni. L’intelligenza artificiale non è altro che l’automazione del pensiero razionale. >>
Per quanto riguarda l’alea di mistero che attornia tutt’ora l’intelligenza artificiale, secondo Roos << Avrà un impatto su ogni aspetto della nostra vita e non possiamo lasciare che venga compresa solo da poche persone e siano loro a prendere ogni decisione. Ne va del futuro della democrazia. Ma chi pensa a una possibile rivolta dei robot ha frainteso. >> E prosegue: << Si deve demistificare l’intelligenza artificiale. Bisogna imparare a pensarla non come qualcosa di misterioso o di magico, né tanto meno con una propria coscienza. Processa, semplicemente, le informazioni come qualsiasi altro modello statistico e matematico >>
Se qualcuno dovesse pensare ad un crollo del mercato del lavoro, sarebbe fuori strada: << Studi recenti parlano di meno del dieci percento di posizioni a rischio. Nessuno, inoltre, può sapere quante nuove professionalità creerà l’intelligenza artificiale. >> Ma qualche indizio c’è già: ne è un esempio lampante la grande richiesta di tecnici superiori da parte delle grandi company già affrancate dai vecchi modelli industriali, che cavalcando la cresta dell’Industria 4.0 aprono nuove posizioni alla ricerca di personale capace di gestire i nuovi processi produttivi automatizzati. Gli ITS, quindi, nel quadro di un mondo sempre più robotizzato, formano i tecnici di domani individuando insieme alle aziende di oggi le esigenze reali dei fattori produttivi e del capitale umano.