ITS, stanziati 55 milioni. Vince la mobilità sostenibile

In un’Italia dove appena il 20% dei giovani riesce a conseguire una laurea, e in un’Europa dove le competenze tecniche sono sempre più richieste, gli ITS diventano l’asso nella manica di un sistema Italia che ha bisogno di una scossa nel campo dell’istruzione professionalizzante. La spesa pubblica, infatti, sembra essere orientata al finanziamento dei 101 Istituti Tecnici Superiori spalmati sul territorio italiano: 10 milioni di euro per lo scorso anno, con ragionevoli aumenti per il 2019 (+ 20 milioni) e per il 2020 (+35 milioni), per un totale di 55 milioni in arrivo.
Ma la vera domanda è: saranno questi investimenti a portare gli ITS italiani al livello di quelli francesi o tedeschi? Al netto delle differenze culturali (neanche poi così pesanti) e demografiche dei tre Paesi, il dato degli iscritti appare eclatante: 880mila in Germania, 240mila in Francia, appena 12mila in Italia, con una domanda altissima di tecnici superiori anche da parte delle aziende del Belpaese (82,5% di assunzioni entro un anno dal conseguimento del diploma presso ITS; fonte Indire, Miur). Sfiducia verso l’apparato statale, inconsapevolezza dei giovani al termine degli studi scolastici, o “mito della laurea”? Saranno i prossimi due anni a fornire risposte ad un quesito che, a priori, porta con sé la sicurezza di un posto di lavoro orientato all’Industria 4.0, unica occasione che ha l’Italia di oggi per poter vivere un nuovo boom economico.
La notizia più confortante per noi di ITS Logistica Puglia è questa: una delle due aree nelle quali l’incontro tra domanda e offerta risulta più facile, è proprio la mobilità sostenibile. Il nostro impegno quotidiano con le imprese del settore ne è una prova lampante; il placement dei nostri (ex) corsisti il premio più bello.