Internet of Things, un futuro a senso unico

 

“L’Internet of Things”, dall’acronimo IOT, è letteralmente traducibile in italiano come “Internet delle Cose”, e rappresenta l’estensione della tecnologia Internet all’interno dei luoghi e degli oggetti. E se qualcuno dicesse che ogni oggetto può essere interattivo, che si tratti del ramo di un albero, piuttosto che di uno smartphone, forse non ha ancora sentito parlare di quest’ulteriore passo in avanti dell’informatica. Collegare internet ad ogni tipologia di apparato, è l’inarrestabile cammino che si propone di tenere la grande industria informatica nell’imminente futuro: gli oggetti “parleranno” tra loro. Beh, forse non utilizzeranno esattamente il linguaggio degli esseri umani, ma in qualche modo comunicheranno senza l’intervento di una terza parte in carne ed ossa: se oggi inviamo un’informazione dal device A al device B, è pur sempre necessaria l’azione umana in input. Ma, a breve, non sarà necessario neppure aprire la nostra app preferita: sarà essa a sapere quando, come, e perché aprirsi. E così il frigorifero si ricorderà di ordinare il latte quando questo sarà finito, due atleti ai capi opposti del mondo potranno sfidarsi in una gara di velocità, perché le loro scarpe si scambieranno dati in tempo reale. O, ancora, la macchinetta del caffè saprà quando arriviamo in cucina al mattino, e non perderà un istante per prepararci un’ottima bevanda calda al risveglio; l’impianto di climatizzazione domestica sarà in grado di mantenere una temperatura ottimale e costante all’interno dell’abitazione, senza necessità di alcun intervento umano.
Ma l’intelligenza degli oggetti non si fermerà ad un’applicazione meramente domestica, anzi, le ricadute sul campo della logistica saranno rivoluzionarie: sensori e chip saranno montati su ogni macchina, device, ed utensile, in modo da garantire una blockchain impeccabile. Anche se per l’Italia l’IOT è ancora in fase tutt’altro che avanzata, a livello internazionale ci sono già esempi importanti di implementazione di questa straordinaria tecnologia, come nel caso di Amazon e FedEx, che sono in grado di tracciare istantaneamente la posizione di ogni singolo articolo, nonché la sua temperatura, il livello di umidità, la sua eventuale non integrità, e così via.

Due sono ancora gli interrogativi sull’IOT: la questione etica, e la questione della sicurezza. Per quanto riguarda la prima, saranno le variabili tempo e società a rivelare una risposta col passare degli anni; per quanto riguarda la seconda servono garanzie, soprattutto nell’ottica dell’interazione fra la tecnologia dell’IOT, e le attuali tecnologie digitali già presenti nelle nostre vite. Ed in questo contesto, si inserisce la questione della privacy: o, forse, è un argomento già superato?

Se tutto ciò dovesse apparire surreale, basti pensare all’ormai datata serie animata “The Jetsons” (trad. “I Pronipoti”) di Hanna-Barbera Productions Inc.: non manca troppo tempo per arrivare a quei livelli di automazione.